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Serate in Valtrebbia tra teatro e astronomia
Il Secolo XIX - martedì 29 luglio 2008
NON SOLO il verde della vallata, i sentieri del parco dell’Antola, i paesini della villeggiatura estiva. La Val Trebbia offre più di un’occasione per trascorrere giornate e soprattutto serate piacevoli, tra pièce teatrali e osservazioni astronomiche. Il primo appuntamento è per venerdì sera 1° agosto a Caprile, frazione di Propata, dove la compagnia teatrale San Fruttuoso porta in scena la commedia dialettale “I Sciantilin” di Enrico Scaravelli. Nella stessa serata, poco più in alto, a Casa del Romano, si terrà una serata dedicata all’osservazione degli astri, mentre sabato il teatro in vernacolo sarà protagonista a Pentema.
Per quanto riguarda lo spettacolo di Caprile, inizierà alle 21, nella piazza del paese e a ingresso gratuito. “I Sciantillin” è una commedia in tre atti di Enrico Scaravelli. Con l’escamotage di un’ipotetica macchina del tempo, identificata semplicemente in un paio di ghette (che in genovese si chiamano sciantillin), il protagonista si ritrova catapulato nel 1886, nella villa dei discendenti del barone Sereni Ugoberto di Murta di fronte ai quali si metterà a predire il futuro, cosa che gli riuscirà facile dato che proprio dal futuro proviene. Ma una serie di colpi di scena porteranno a un finale sorprendente. Enrico Scaravelli, mantovano d’origine e genovese d’adozione scrive racconti e fiabe per ragazzi, poesie in italiano, in genovese e in mantovano.
Nella stessa serata di venerdì, sempre alle 21, alla Casa del Romano si può partecipare alla serata astronomica “Osserviamo il cielo” a cura dell’Associazione Urania.
Si torna a teatro sabato 2, con la commedia in genovese “3, 15, 31 terno secco” della Nuova Compagnia Genovese: l’appuntamento è a Pentema, frazione di Torriglia, alle 21 e ingresso libero. Diretta da Lucio Basadonne, la commedia racconta la storia di Manuelo, “cavallo” che ama il vino più del lavoro, e di sua moglie Serafina. Per sbarcare il lunario i coniugi affittano una stanza a Doardo, un giovanotto che amoreggia di nascosto con la loro figlia Carolina. Ma a scombussolare i giovani arriva nel condominio il giovane Carlin. Per cercare di sollevare il livello economico della famiglia, dopo un sogno, Serafina manda la figlia a giocare un terno secco: l’estrazione è un vero colpo al cuore per i due poveri genitori che per un solo numero perdono il terno. Lieto fine come nelle più classiche commedie genovesi.
E. M.